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Proposte per vivere la natura all'insegna del divertimento intelligente nello splendido scenario dell'Isola Polvese – Parco Regionale del Lago Trasimeno

Category: Ecomuseo del Paesaggio

IL PAESAGGIO DELL’ECOMUSEO

IL PAESAGGIO DELL’ECOMUSEO

dalla Convenzione Europea al progetto partecipato dell’Ecomuseo del Paesaggio del Trasimeno

Contributo di Moreno Neri, Esperto in Analisi Ambientali e Territoriali

La Convenzione Europea del Paesaggio, documento adottato nel 2000 dai paesi membri dell’ Unione Europea, assegna a ciascun paesaggio un ruolo fondamentale nel rappresentare l’identità delle comunità.

La Convenzione pone particolare attenzione sulla necessità di definire la gestione della risorsa paesaggio attraverso un percorso partecipato, che possa coinvolgere la comunità locale con modalità diverse.

Secondo tale documento la partecipazione della popolazione dovrebbe condurre non soltanto all’acquisizione di elementi conoscitivi del territorio ma anche alla definizione di criteri di indirizzo strategico, progettuali e decisionali.

Essa riveste un’ importanza fondamentale per le politiche del territorio e del paesaggio e, più in generale nella costruzione delle strategie e dei piani programmi per la sostenibilità.

In questi contesti decisionali è indispensabile raccogliere i saperi, l’esperienza delle trasformazioni, le regole e le culture che connotano i patrimoni di comunità e le tradizioni locali, attraverso l’organizzazione di itinerari strutturati di conoscenza.

I saperi della comunità e le sensibilità dei cittadini, raccolti nei percorsi partecipativi o direttamente dal territorio, devono assumere nei percorsi decisionali, un rilievo analogo a quello riconosciuto ai contributi scientifici.

L’Ecomuseo del Paesaggio del Trasimeno per le sue intrinseche caratteristiche rappresenta uno strumento importantissimo per raggiungere questo tipo di obiettivi.

Infatti nasce dalla volontà di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita, attraverso la ricerca continua di sinergie tra la popolazione, le amministrazioni e il mondo tecnico scientifico.

L’area dell’ Ecomuseo

L’area dell’ Ecomuseo comprende al suo interno il territorio che ha un’estensione complessiva di 77.800 ettari, di cui 12.500 sono occupati dalle acque del Lago Trasimeno.

Il territorio ecomuseale presenta una morfologia dolce e molto variata, un armonico evolversi di forme a cui si accompagna un paesaggio vegetale plasmato da un millenario ed equilibrato rapporto tra la natura e l’uomo.

In questo contesto è possibile riconoscere tre differenti macro ambiti, delimitabili in rapporto all’andamento altimetrico e con peculiarità ambientali ben definite: il paesaggio lacustre, quello planiziale e quello collinare.

L’ambiente lacustre rappresenta un’ ambito di primaria importanza rispetto a tutto il territorio ecomuseale, su di esso vengono maggiormente concentrati gli interventi di tutela ambientale.

Tipologie di area naturale protetta

Insistono in contemporanea tre diverse tipologie di area naturale protetta (il Parco Regionale del Lago Trasimeno, un Sito di Interesse Comunitario SIC e una Zona di Protezione Speciale ZPS) particolarmente orientate alla conservazione della fauna acquatica.

Il Lago Trasimeno vanta infatti un’ ecosistema estremamente produttivo sia dal punto di vista ecologico che economico, proprio per questo caratterizzato da equilibri molto delicati.

Questo ambiente è caratterizzato da un paesaggio diventato quasi unico in Italia grazie anche alla presenza di specie ed associazioni vegetali rare e in via di scomparsa.

Il Trasimeno rappresenta infatti una delle rare zone in Europa in cui l’ambiente acquatico, importantissimo per la sopravvivenza di molte specie animali (soprattutto quelle legate alle migrazioni stagionali).

Si è almeno parzialmente conservato, mantenendo immutato nel tempo un tipo di ecosistema raro e molto prezioso.

Molte specie di uccelli ormai minacciate e in forte declino trovano un habitat adeguato nelle acque e lungo le sponde del lago.

Tra le presenze di maggiore interesse conservazionistico è possibile trovare, tra gli altri, il Cavaliere d’Italia l’Airone Bianco Maggiore, l’Airone Rosso, l’Albanella Minore e il Biancone.

Le pianure del Trasimeno

Le pianure collocate immediatamente all’esterno del lago, (quelle nei pressi di Magione e la valle del Nestore) rappresentano un contesto radicalmente diverso in cui gli aspetti naturalistici sono stati quasi del tutto cancellati dalla meccanizzazione delle produzioni agricole e dallo sviluppo urbanistico.

Fanno eccezione  alcuni residui di boschi e brughiere che rappresentano delle associazioni vegetali di grande interesse scientifico.

Il terzo ambito territoriale, quello di maggiore estensione, è formato dalle colline che circondano il lago, intervallate dalle pianure e valli fluviali.

La composizione paesaggistica di questa fascia collinare e submontana è caratterizzata da crinali e poggi, che l’abbandono delle colture ha trasformato in prati, e da boschi di caducifoglie o di sclerofille sempreverdi, intervallati da aree insediative più o meno estese.

Le dinamiche economico sociali che hanno caratterizzato la seconda metà del secolo scorso hanno determinato un drastico mutamento nelle forme di un paesaggio che per secoli aveva mantenuto praticamente invariata la sua struttura.

Il progressivo declino dell’agricoltura tradizionale, le intense trasformazioni prodotte dalla meccanizzazione e il ridotto sviluppo di una coscienza ecologica
hanno prodotto situazioni di degrado, a volte anche grave.

Le politiche di bonifica agraria, le attività zootecniche intensive, gli insediamenti produttivi, l’espansione delle strutture legate allo sviluppo turistico, l’evoluzione dei complessi residenziali e urbani hanno avuto (e continuano ad avere) una marcata diffusione sul territorio producendo danni rilevanti e spesso irreversibili.

La nascita e il consolidamento di un’istituzione come quella dell’Ecomuseo del Paesaggio del Trasimeno se adeguatamente supportata dalla partecipazione della comunità potrà rappresentare uno strumento fondamentale per correggere queste dinamiche negative.

L’Ecomuseo è lo strumento per ricondurre verso una maggiore sostenibilità e condivisione i percorsi di sviluppo del nostro territorio.

I Facilitatori Ecomuseali: la formazione

I Facilitatori Ecomuseali


Verso l’

ECOMUSEO DEL PAESAGGIO DEL TRASIMENO

Seminario di formazione per facilitatori di mappe di comunità

21 – 22 giugno 2011

Castiglione del Lago

Programma

Martedì 21

ore 15.00 Verso l’Ecomuseo del Paesaggio del Trasimeno (Gal Trasimeno

Orvietano e Provincia di Perugia)

21 giugno: Giornata nazionale del Paesaggio (Fiorenza Bortolotti)

ore 16.00-19.00 Le Mappe di Comunità, strumenti partecipati per un Ecomuseo

condiviso. Esperienze, metodologia, strumenti, processo, realizzazione

(Fiorenza Bortolotti)

Mercoledi 22

Ore 9.00-11.00 Mappe di Comunità: l’esperienza dell’Ecomuseo del Casentino (Andrea

Rossi, Coordinatore dell’Ecomuseo del Casentino, AR)

Ore 11.00-13.00 Mappe di Comunità: dare spazio ai Saperi (Sandra Beccucci, Direttrice

del Museo del Paesaggio, Castelnuovo Berardenga, SI)

Ore 14.30–18.00 Gruppi di lavoro:

A. Facilitare Mappe di Comunità degli adulti (Fiorenza Bortolotti)

B. Facilitare Mappe di Comunità dei ragazzi (RiccardoTesta, per

insegnanti ed educatori)

L’Ecomuseo del Paesaggio e la Mappa di comunità di San Feliciano

L’ECOMUSEO

è un patto con cui una comunità si prende cura del suo territorio.
È un museo senza mura, vivo e diffuso a tutto lo spazio, che non “sposta” il patrimonio per collocarlo al chiuso, ma privilegia il messaggio diretto degli oggetti, dei paesaggi, delle memorie, delle persone.
Si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita, delineando linee coerenti per lo sviluppo futuro.
È il frutto del rapporto costruttivo tra una popolazione, la sua amministrazione, esperti e volontari, che credono nella possibilità di creare una rete di persone, luoghi e risorse, per gestire il patrimonio materiale e immateriale, come un bene comune.
Il 14 marzo 2011 la Provincia di Perugia, il Gal Trasimeno Orvietano e gli 8 Comuni dell’area del Trasimeno hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che ha condotto nel 2013 all’istituzione condivisa dell’Ecomuseo del Paesaggio del Trasimeno.

Questo è avvenuto secondo i requisiti stabiliti dalla legge regionale 34/2007, in seguito all’autoriconoscimento partecipato del patrimonio materiale e immateriale dell’area e al progetto di fattibilità dell’Ecomuseo stesso.

Il Paesaggio

come definito dalla Convenzione Europea del Paesaggio, è l’insieme del
patrimonio, materiale e immateriale, oggettivo e soggettivo, come percepito
e vissuto dalle popolazioni, che diventa quindi per l’Ecomuseo il Bene Comune
di cui prendersi cura collettivamente.

La Mappa di Comunità

è lo strumento con cui una comunità esprime e rappresenta il territorio, i
suoi valori, ciò che vorrebbe trasformare e ciò che oggi manca.

Questo  in una visione che, partendo dal passato, rende maggiormente consapevole il presente, per aprire lo sguardo verso il futuro.

Perché si è pensato a San Feliciano

Il Trasimeno è un lago antico per formazione, e antico è anche il rapporto tra lo
specchio d’acqua e l’uomo che da sempre usa le sue acque e vive le sue sponde.

Tra le popolazioni ed i paesi rivieraschi il grazioso borgo di San Feliciano adagiato tra le colline ed il Lago, delimitato da un antico castello, Zocco, e un vecchio emissario, affacciato sull’isola Polvese.

Storicamente considerato tra i centri più importanti nel rifornire di grosse quantità di pesce Perugia, è indubbiamente il più emblematico, tra i paesi del comprensorio, nel rappresentare l’antico rapporto uomo-lago.

In breve le tappe

Il 21 Ottobre 2011 è avvenuto il primo incontro tra i promotori della Mappa di Comunità e in generale dell’Ecomuseo del Paesaggio del Trasimeno, il GAL Trasimeno-Orvietano e la Provincia di Perugia, tra i facilitatori del percorso il CEA
Isola Polvese, il CEA Oasi La Valle e l’antropologo Lorenzo Dogana, coordinati dagli architetti Fiorenza Bortolotti e Riccardo Testa e la popolazione di San Feliciano.

Nel processo di costruzione della Mappa di Comunità è stato tenuto un diario di bordo nel quale annotare tutte le “chiacchierate e discussioni serali”, corredato delle foto  scattate durante ogni incontro.

Da questo diario sono stati estrapolati dei passaggi e dei pezzi particolarmente significativi per comprendere il percorso creativo della Mappa.
Dopo il primo incontro è stato elaborato un questionario con due diverse versioni, una per i bambini e una per gli adulti, attraverso il quale raccogliere gli elementi per la costruzione della mappa.

Nel questionario si chiedeva di elencare i 5 elementi del territorio di maggiore valore e che, a giudizio del compilatore, lo distinguevano.

I questionari compilati sono stati tutti letti e visionati insieme al gruppo stabile dei partecipanti alla realizzazione della mappa (Pro Loco, circolo rematori, pescatori.).

La lettura e la ri-elaborazione dei questionari in vari incontri serali ha permesso di capire ed interpretare tutte le risposte soprattutto quelle che potevano essere “dubbie” per un “NON” abitante di San Feliciano.

COSA È UN ECOMUSEO

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