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Passeggiate ecologiche alla scoperta delle bellezze della Polvese, oasi di pace e tranquillità

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Le proposte di ecoturismo 2024 del CEA di Isola Polvese

Passeggiate ecologiche alla scoperta delle bellezze della Polvese

Un itinerario per apprezzare storia e natura dell’Isola visitando il Castello Medievale costruito a difesa dell’antico borgo, la piccola Chiesa di San Giuliano con gli affreschi di scuola umbra del ‘400, i resti della Chiesa di Santa Maria della Cerqua, gli estesi oliveti secolari da cui si ricava un pregiato olio biologico, la Lecceta di San Leonardo con i suoi imponenti alberi, il Giardino delle Piante

Acquatiche – Piscina Porcinai dove, insieme alle fioriture di ninfee, è possibile apprezzare il talento di Pietro Porcinai nel recupero e valorizzazione di un’ antica cava di arenaria.

Esperti operatori di Educazione Ambientale vi accompagneranno alla scoperta delle meraviglie di Isola Polvese.

Il percorso parte dal molo della Polvese e si snoda lungo i sentieri dell’Isola; è adatto a famiglie e gruppi con dislivelli modesti e senza particolari difficoltà.

Durata: 2 ore dalle 11:00 alle 13:00

Prenotazione obbligatoria – Tel. 347 8789 578

DATE

  • 31 marzo
  • 1 aprile
  • 7 aprile
  • 14 aprile
  • 21 aprile
  • 25 aprile
  • 28 aprile

La storia di Isola Polvese

L’origine del nome è incerto. È interessante ricordare quello mitologico: la leggenda dell’amore tra la ninfa Agilla, abitante del lago, e il principe Trasimeno figlio del re etrusco Tirreno.

Vuole il racconto che entrambi giacciano sul fondo del lago ed abbiano per cuscino (pulvinar) la più bella delle isole del Lago. 

Esistono altre ipotesi etimologiche come la provenienza dal latino pulvis (polvere) con riferimento alla bruma che spesso circonda il Lago.

Oppure da pauvese uno scudo medievale usato dalle milizie di cui ricorda un po’ la forma.

Più semplicemente potrebbe derivare da “polvento” antica locuzione avverbiale che indica un luogo protetto dal vento.

La sottomissione al Comune di Perugia

Atto di sottomissione, 1139
Atto di sottomissione, 1139

Quel “Campo di Maggio” del 1139 nella Piazza di San Lorenzo in Perugia, tredici rappresentanti della Polvese legano indissolubilmente la storia dell’Isola a quella di Perugia dichiarando di sottomettersi alla città ed al popolo di Perugia rappresentati dai consoli. 

Non esiste una storia completa dell’Isola, dobbiamo accontentarci delle sparse notizie ecclesiastiche e civili legate alla vita di Perugia protettrice dell’Isola.

L’atto di sottomissione del 1139 è il primo e completo documento storico di riferimento. 

Perugia, Fontana Maggiore, statua Domina lacus - Nicola e Giovanni Pisano (1275 - 1278)
Perugia, Fontana Maggiore, statua Domina lacus – Nicola e Giovanni Pisano (1275 – 1278)

La testimonianza più importante è scolpita tra le statue che delimitano le facce della vasca superiore della duecentesca Fontana Maggiore di Perugia.

Troviamo accanto ad Augusta Perusia, la statua di Domina lacus che raffigura il territorio lacustre attraverso l’immagine di una donna con in grembo una cornucopia dalla quale escono i pesci.

Sta a simboleggiare il nutrimento ottenuto dai pesci donati dalla ninfa del lago Trasimeno.

Perugia, Fontana Maggiore, mese di Febbraio, Due pescatori con i pesci, Segno zodiacale dei Pesci - Nicola e Giovanni Pisano (1275 - 1278)
Perugia, Fontana Maggiore, mese di Febbraio, Due pescatori con i pesci, Segno zodiacale dei Pesci – Nicola e Giovanni Pisano (1275 – 1278)

Non è casuale la presenza della formella che rappresenta il Trasimeno sulla vasca inferiore.

Infatti la troviamo tra quelle in cui sono rappresentati i mesi dell’anno.

E precisamente nella formella con il pescatore che simboleggia febbraio, periodo in cui l’attività piscatoria sul Trasimeno era condotta con molta alacrità.

Altre fonti Storiche del Trasimeno e della Polvese

Mappa Valdichiana, Leonardo Da Vinci, (1502 - 1503)
Mappa Valdichiana, Leonardo Da Vinci, (1502 – 1503)

Il Lago Trasimeno è anche illustrato in una preziosa cartografia commissionata da Cesare Borgia e disegnata dalla sapiente mano di Leonardo Da Vinci tra il 1502 e il 1503. 

La funzione idrografica della mappa, disegnata a volo d’uccello, è ben evidenziata in un foglio di studio (Windsor, RL, 12277).

Leonardo rileva un canale in secca, già emissario del Trasimeno verso la Val di Chiana.

Qui annota che è stato chiuso dal signore di Perugia Andrea Fortebraccio. 

Fortebraccio chiuse l’emissario riaprendo nel contempo l’antico emissario a sud del Trasimeno.

L’emissario era occluso in un breve tratto percorso in galleria, che fin dall’epoca romana permetteva di far defluire le acque del lago verso il Tevere. 

L’Isola Polvese risulta frequentata dagli etruschi e abitata poi dai romani, che vi lasciarono alcune importanti testimonianze architettoniche.

Tra queste un resto di Opus reticolatum visibile di fronte alla Chiesa di San Giuliano. 

Nel Medioevo gli abitanti dichiarano la sottomissione al potente Comune di Perugia.

In questo periodo vengono edificate varie chiese e si da inizio alla costruzione del Castello di difesa a protezione del borgo. 

Sull’Isola furono presenti l’Ordine dei Domenicani e quello Benedettino degli Olivetani. Dal 1840 al 1973 divenne proprietà di privati che la utilizzarono prevalentemente come riserva di caccia.

Monastero la fondazione e il periodo dei Benedettini

Un primo documento che attesta la presenza della struttura nell’Isola Polvese risale al 1014 in un privilegio concesso all’Abbazia di Farneta in Val di Chiana dall’Imperatore Enrico II.

Un diploma nel 1163ne conferma la dipendenza dall’Imperatore Federico Barbarossa.
Ugo, abate del Monastero benedettino di San Gennaro di Campoleone in provincia di Arezzo, nel 1184, cedendo alla città di Perugia Castiglione del Lago con tutti i suoi possessi, compresa l’Isola Polvese, obbliga gli abitanti di Castiglione a fornire il Monastero di una Chiesa, di un orto e di una vigna.
Nel 1238 la Chiesa di San Secondo, in una bolla di Gregorio IX, viene ricordata come Pieve appartenente agli olivetani.
La giurisdizione del possesso del Monastero risulta più volte contesa tra l’Abbazia di Farneta e i rettori nominati dal Vescovo di Perugia. La disputa si risolse solo nel 1399 allorchè Bonifacio IX riconobbe i diritti al rettore Angelo di Lorenzo.

Il Monastero e gli Olivetani


Dapprima benedettina, come ricordato, passò sotto la sfera dei Monaci Olivetani quando questi fondarono un Monastero a Monte Morcino di Perugia ed ebbero la guida del Collegio della Sapienza Vecchia.

Probabilmente i Monaci Olivetani entrarono a San Secondo nel 1404.

Dal 1482 San Secondo assunse il titolo di Monastero, acquisendo così un’autonomia gestionale e prerogative di carattere economico che ne accrebbero ben presto i possedimenti e la ricchezza.

Nel seicento il Monastero possedeva quasi la metà dell’isola e ciò provocò un certo decremento della popolazione isolana costretta a migrare in altre località.

Questa situazione non dura a lungo, il progressivo impaludamento del lago Trasimeno e la diffusione della malaria costrinsero Papa Gregorio XV a trasferire la comunità di San Secondo nel Monastero perugino di Sant’Antonio, tranne uno che rimase per la cura delle anime.

Bernardino di Mariotto dello Stagno, Pala degli Olivetani del Trasimeno (MDXXXII) Madonna col Bambino in trono tra i Santi Andrea e Giuliano
Bernardino di Mariotto dello Stagno, Pala degli Olivetani del Trasimeno (MDXXXII) Madonna col Bambino in trono tra i Santi Andrea e Giuliano

Chiuso definitivamente nel 1708 e abbandonato, subì il saccheggio di quanto vi era conservato. 

Il Monastero subì la spoliazione di tutte le suppellettili sacre e profane.

Tra le quali la pala d’altare di Bernardino di Mariotto (ora a Perugia nella Galleria Nazionale dell’Umbria).

Inoltre era presente una tela di Sinibaldo Ibi (ora a Roma nella chiesa di Santa Francesco Romana).

Sinibaldo Ibi, Madonna col Bambino e Santi
Sinibaldo Ibi, Madonna col Bambino e Santi

Adibito ad abitazione di coloni, viene trasformato in una stalla per il bestiame e la sala capitolare in magazzino. 

Nel corso degli anni, dopo essere passato nelle mani di diversi proprietari, la Provincia di Perugia acquista la proprietà nel 1973. 

Il complesso ha subito profonde modifiche nel corso del tempo, rendendo l’aspetto originario riconoscibile solo in parte.

Dalla guerra di Castro ai Conti Baldeschi

Gli abitanti del lago Trasimeno e delle sue isole vivono le fasi più cruente della guerra di Castro. 

Le cause che davano origine a questa guerra vanno ricercate nell’astio tra le famiglie Farnese e Barberini.

La guerra interessò la Romagna, la Toscana, l’Umbria e il Lazio. Questa situazione portò gravi danni all’economia dell’Isola, in quanto la distruzione delle truppe fiorentine fu violenta.

Furono distrutte anche le attrezzature e barche della pesca, unica fonte di reddito e di sostentamento, mentre Perugia era alleata dei Barberini. 

Si verificò un forte calo demografico, l’Isola Polvese aveva perduto il ruolo di luogo sicuro conservato per tanti secoli.

Per la grande precarietà economica, si assisteva ad un crescente abbandono da parte dei suoi abitanti. 

La vita sulla Polvese stentava a riprendersi, prima della guerra di Castro contava oltre 300 abitanti.

Dopo la fine della guerra, il censimento pontificio del 1656 rivela l’abbandono dell’Isola che ormai contava appena 15 famiglie (circa 89 persone). 

Dai Conti Baldeschi al Commendatore Biagio Biagiotti

Successivamente l’Isola è diventata proprietà privata: nel 1772 dai Conti Baldeschi, nel 1841 dal Conte Panciani di Spoleto, nel 1888 dal Commendatore Ferdinando Cesaroni; nel 1901 abitava l’Isola un solo elettore amministrativo. 

I conti Baldeschi nel 1772ottengono la licenza esclusiva di caccia sull’Isola, cosicché per gli isolani rimasti 80 persone circa viene meno un‘altra fonte di reddito derivante dalla cattura della selvaggina.  Nel 1823, Papa Gregorio XVI soppresse gli ordini religiosi  mettendone in vendita i beni.

Nel 1833 tutti i terreni e gli immobili sono acquistati dal Conte Pianciani di Spoleto che divenne l’unico proprietariorimise l’Isola in coltivazione affittandola a coloni e vi fece costruire la fagianaia.

Vincenzo Pianciani, Cabreo Isola Polvese
Vincenzo Pianciani, Cabreo Isola Polvese

Nel 1893, l’Isola è acquistata dal perugino Commendatore Ferdinando Cesaroni e successivamente nel 1939 dal Commendatore Biagio Biagiotti che costruisce la sua residenza di caccia e sistema le strade e le case del Borgo.

Il Conte Giannino Citterio

Nel 1959 la proprietà passa al Conte milanese Giannino Citterio, che fa realizzare dall’architetto Tomaso Buzzi la Villa padronale ricavata dalla ristrutturazione della casa di caccia del Biagiotti

Inoltre affidò all’architetto paesaggista Pietro Porcinai la sistemazione delle aree verdi adiacenti alla Villa e la realizzazione di una piscina con giardino acquatico.

Adattata dal sito della Provincia di Perugia www.provincia.perugia.it

Alla scoperta di Isola Polvese

Immagine - Isola Polvese (vista aerea)
Immagine – Isola Polvese (vista aerea)

L’Isola Polvese è la più grande isola del Lago Trasimeno, situata nella parte sud-orientale del Lago Trasimeno, con i suoi 70 ettari è la più estesa tra le tre isole del Lago. La costa si trova a 258 m s.l.m. mentre la sommità raggiunge i 313,4 metri.

E’ di particolare interesse dal punto di vista naturalistico per la presenza, a sud-est, di una vasta zona umida con canneti che danno rifugio a varie specie di uccelli ed anfibi. Alberi e arbusti ornamentali sono presenti in corrispondenza dei prati dell’approdo, mentre siepi di rosmarino e melograno caratterizzano i sentieri interni dell’isola. Nella zona a nord si trovano: la Lecceta di San Leonardo un bosco di circa 11 ettari, composto prevalentemente da lecci ad alto fusto, roverelle, ornielli, alaterni e un sottobosco dove prevalgono il viburno, l’alloro, il pungitopo e il ligustro; un esteso oliveto con imponenti alberi secolari da cui viene ricavato un ottimo olio extravergine biologico.

Un’isola ricca di arte e cultura

Immagine - Isola Polvese (vista dal Lago)
Immagine – Isola Polvese (vista dal Lago)

La Polvese è ricca anche dal punto di vista artistico-culturale. Essa conserva rilevanti memorie storico-architettoniche che vanno dagli antichi romani ai giorni nostri come la Chiesa di San Secondo (XII secolo), il Monastero dei Monaci Olivetani (XV secolo), la Chiesa di San Giuliano (XI secolo) con antistante l’Opus reticolatum romano, il Castello di Difesa (XV secolo) e la Piscina Porcinai dal nome del noto architetto italiano del paesaggio Pietro Porcinai che curò il progetto alla fine degli anni ‘50 conosciuta anche come Giardino delle Piante Acquatiche.

Possiamo osservare diversi punti d’interesse naturalisico che si fondono con la poesia e la magia dei tramonti e la vista del lago. I luoghi più panoramici sono il Belvedere situato nella parte più alta dell’Isola, dove è possibile ammirare panorami mozzafiato e osservare suggestivi scorci paesaggistici la cui vista sconfina fino alla vicina Toscana e la Punta del Macerone che si trova lungo la riva del Lago ai piedi del Belvedere.

L’Oliveto

Immagine - Borgo con Oliveto
Immagine – Borgo con Oliveto

All’interno dell’Isola è presente un oliveto di 34 ettari che comprende circa 6.000 piante, divise tra le varietà di: Dolce Agogia, Moraiolo, Frantoio, Leccino e da pochi esemplari di Vera. L’oliveto caratterizza tutto l’ambiente dell’Isola anche grazie a tante piante secolari, maestose, da essere osservate come veri e propri monumenti. In questi ultimi anni sono oggetto di un recupero agronomico e di un modello di gestione degli oliveti in regime biologico; è in corso la moltiplicazione di tutte le varietà presenti nell’Isola per realizzare un campo collezione per la loro conservazione e valutazione ai fini di una potenziale reintroduzione in coltura a salvaguardia del germoplasma e dell’olio locale. 

L’origine dei primi oliveti rimane incerta ma i numerosi olivi antichi, con età stimata per alcuni esemplari superiore ai 500 anni, rappresentano il patrimonio olivicolo dell’Isola.
Il frutto di queste piante secolari viene raccolto a mano, lavorato nel frantoio dell’Isola eseguendo la frangitura delle olive con macine in pietra, da questa nobile esecuzione di lavorazione cosidetta spremitura a freddo si ottiene un olio extravergine biologico di ottima qualità.

La fauna

Immagine - Germano maschio e femmina
Immagine – Germano maschio e femmina

Gli ambienti naturali ospitano una ricca fauna di invertebrati, soprattutto insetti; tra i vertebrati sono presenti la volpe, la faina, la lepre, l’istrice, la nutria, il topo ragno e una grande varietà di uccelli che variano molto in base alle migrazioni, è comunque possibile trovare gabbiani, cormorani, fagiani, germani reali, falchi di palude, pavoni, martin pescatore, svassi, folaghe e aironi.

Le specie ittiche presenti

Immagine - Persico reale
Immagine – Persico reale

La fauna ittica offre diverse varietà di pesci: tra le specie autoctone abbiamo la tinca, il cavedano, la scardola, il luccio e l’anguilla; tra le specie alloctone troviamo il latterino, il ghiozzetto, il persico trota, il persico reale, il persico sole, il carassio, il pesce gatto, l’alborella, il cefalo, la gambusia, la carpa erbivora o amur e la carpa comune.

Ricerca e Sperimentazione

Immagine - Fitodepurazione Piscina Porcinai
Immagine – Fitodepurazione Piscina Porcinai

Nell’Isola è possibile svolgere attività di ricerca e di sperimentazione con programmi di monitoraggio (stazioni di rilevamento dei parametri idrometeorologici), studio nel campo delle tecnologie a basso impatto e azioni di recupero secondo criteri ad alta compatibilità ambientale. 

informazioni dal sito della Provincia di Perugia www.provincia.perugia.it

LA CARTA EUROPEA PER IL TURISMO SOSTENIBILE NELLE AREE PROTETTE 

INTRODUZIONE  

La Carta Europea per il Turismo Sostenibile rispecchia le priorità mondiali ed europee  espresse dalle raccomandazioni dell’Agenda 21, adottate durante il Summit della Terra a Rio  nel 1992 e dal 6° programma comunitario di azioni per lo sviluppo sostenibile.  

Questa Carta appartiene alla Federazione EUROPARC, organizzazione pan-europea delle  aree protette. Fu sviluppata da un gruppo di lavoro europeo con rappresentanti delle aree  protette, del settore turistico e dei loro partner, sotto l’egida di EUROPARC, e prende spunto  dalle raccomandazioni stilate nello studio di EUROPARC del 1993 dal titolo Loving  Them to Death? Sustainable Tourism in Europe’s Nature and National Parks1. La Carta è una delle priorità per i parchi europei definite nel programma d’azione dell’UICN  Parks for Life (1994).  

L’importanza crescente di uno sviluppo turistico sostenibile, come tema d’interesse  internazionale, è stata sottolineata dalle “Linee guida per il Turismo Sostenibile  Internazionale” della Convenzione sulla Diversità Biologica.  

La Carta Europea del Turismo Sostenibile affronta direttamente i principi di queste linee guida  e fornisce uno strumento pratico per la loro implementazione nelle aree protette a livello  locale.  

Applicare il concetto di sviluppo sostenibile  

Questa Carta favorisce la concreta applicazione del concetto di sviluppo sostenibile, cioè  “uno sviluppo capace di rispondere ai bisogni delle generazioni attuali, senza compromettere  la capacità delle generazioni future di rispondere ai propri”2

Questo sviluppo comporta la protezione delle risorse a favore delle generazioni future,  uno sviluppo economico vitale, uno sviluppo sociale equo.  

1 Loving them to death? (Amarli da morire?), edizione Federazione Europarc 1993, ristampato 2001 Grafenau,  Deutschland. 

2 In Our common future (Un futuro per tutti noi), Rapporto Bruntdland – Commissione mondiale per l’ambiente  e lo sviluppo.

LA CARTA  

Lo sviluppo turistico nelle aree protette secondo i principi di sviluppo sostenibile  Gli scopi fondamentali della Carta Europea per il Turismo Sostenibile sono:  

• aumentare la conoscenza e il sostegno per le aree protette europee come parte  fondamentale del nostro patrimonio da preservare per la fruizione delle generazioni attuali e  quelle a venire.  

• Migliorare lo sviluppo sostenibile e la gestione del turismo nelle aree protette, rispettando i  bisogni dell’ambiente, dei residenti, delle imprese locali e dei visitatori.  

La Carta Europea per il Turismo Sostenibile manifesta la volontà delle istituzioni che  gestiscono le aree protette e dei professionisti del turismo di favorire un turismo conforme ai  principi dello sviluppo sostenibile.  

La Carta impegna i firmatari ad attuare una strategia a livello locale in favore di un “turismo  sostenibile”, definito come “qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che  rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in  modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che  vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette”.  

L’attuazione di un turismo così concepito necessita di una riflessione globale, concertata, e di  un rafforzamento di tutte le interazioni positive fra l’attività turistica e gli altri settori del  territorio.  

Il turismo sostenibile, insomma, ha l’ambizione di rispondere alle aspettative delle  nuove clientele europee, restituendo un senso al viaggio: quello di dedicare del tempo alla  scoperta e all’incontro di altre persone, di altri luoghi, e di trarre ricchezza da questo contatto,  in uno scambio reciproco.  

Promuovere partenariati per lo sviluppo e la pianificazione turistica  

La Carta riconosce che le autorità delle aree protette non debbono lavorare da soli nella  gestione del turismo, è preferibile che tutti i soggetti interessati dal turismo nell’area e nelle  vicinanze siano coinvolti nello sviluppo e nella gestione.  

I firmatari della Carta per il Turismo Sostenibile s’impegnano ad adoperare metodi basati sul  partenariato. Questo concetto è valido per ogni fase delle attività, dallo sviluppo di un  programma per il turismo sostenibile alla sua implementazione. Si concretizzerà in accordi  precisi e cooperazione tra le autorità delle aree protette, le imprese turistiche e la popolazione  locale.  

La Carta è uno strumento per mettere in atto queste collaborazioni. Essa incoraggia la  condivisione delle responsabilità e sottolinea gli impegni singoli e collettivi dell’area protetta e  dei suoi partner. 

La scelta di un approccio strategico  

Aderire alla Carta significa rispettare l’approccio strategico dello sviluppo turistico sostenibile.  Significa realizzare una diagnosi, consultare e coinvolgere i partner, stabilire gli obiettivi  strategici, assegnare i mezzi necessari, realizzare un programma di azioni e valutarne i  risultati.  

I candidati, per potere sottoscrivere la Carta, devono redigere una strategia di sviluppo  turistico sostenibile ed impegnarsi ad un piano d’azione concordato specifico per l’area.  

La Carta è suddivisa in tre sezioni:  

I. Turismo sostenibile per l’area protetta: la Carta è concepita per singole aree protette di  tutti i tipi. L’implementazione da parte dell’autorità dell’area protetta richiede un’analisi dei  bisogni dell’area (problemi e opportunità) riconosciuti ed accettati dai partner locali. Lo scopo  di quest’approccio è di individuare il migliore indirizzo futuro per il turismo in tutta l’area.  In seguito la strategia proposta dall’area protetta nel contesto della Carta deve essere  sviluppata e implementata in collaborazione con i rappresentanti delle imprese turistiche  locali, di altri settori commerciali, della popolazione locale e delle autorità.  

II. Turismo sostenibile per imprese turistiche locali: la Carta costituisce lo strumento per  assicurare il coinvolgimento delle imprese turistiche locali delle aree protette. Le imprese  locali sono partner fondamentali per l’autorità dell’area protetta per lo sviluppo della strategia  turistica e devono essere coinvolti in questo processo come descritto in Sezione I (vedere  sopra).  

La Sezione II della Carta prevede di andare al di là del semplice coinvolgimento, permettendo  alle imprese collaboratrici di ricevere riconoscimenti individuali come firmatari della Carta.  Questo richiede un’analisi da parte dell’impresa di tutte le sue attività, cioè il bilancio tra la  loro offerta e le aspettative dei turisti, e le misure da intraprendere per valorizzare il  patrimonio locale. Nella gestione dell’impresa si deve anche tenere conto dell’ambiente e  dello sviluppo sostenibile. L’impresa formulerà idee proprie per il turismo sostenibile e la sua  applicazione in collaborazione con l’area protetta.  

III. Turismo sostenibile per i tour operator: questa sezione rappresenta uno strumento per  assicurare il coinvolgimento dei tour operator che recepiscono i concetti di turismo sostenibile  nei loro prodotti turistici e che organizzano viaggi nelle aree protette. Tali tour operator  s’impegnano a collaborare con l’autorità responsabile della strategia nel Parco e con i fornitori  di servizi turistici locali, analizzando la compatibilità dei propri prodotti con gli obiettivi  dell’area. Il flusso di fruitori che essi generano verso l’area non deve distruggere le risorse  patrimoniali che i turisti vengono a visitare.  

Stato attuale di sviluppo e di implementazione  

La Sezione I della Carta è già in fase di completa attuazione nelle aree protette di svariati  paesi europei. Le aree protette che adempiono alle condizioni descritte di seguito possono  richiedere di diventare firmatari a pieno titolo o “membri” della Carta Europea e ricevere il  riconoscimento ufficiale relativo. Le procedure che governano questo iter sono provate e  funzionanti. 

La Sezione II e la Sezione III, per imprese turistiche e per tour operator, non sono ancora in  questa fase di implementazione. In particolare per quanto riguarda la Sezione II per le  imprese turistiche, si riconosce che un approccio più flessibile può essere necessario, per  prendere in considerazione bisogni e condizioni locali particolari. A questo punto diventa  rilevante per le imprese locali utilizzare gli eco-label ed i marchi di qualità esistenti nell’ambito  del processo di applicazione della Carta. Alcune aree protette stanno lavorando a progetti  pilota individuali per l’implementazione pratica della Sezione II.  

SEZIONE I  

IL TURISMO SOSTENIBILE PER L’AREA PROTETTA  

Il turismo fornisce uno strumento privilegiato per sensibilizzare il grande pubblico al rispetto  dell’ambiente. Presenta, inoltre, un forte potenziale per sostenere attività economiche  tradizionali e migliorare la qualità della vita.  

È prioritario che il turismo tuteli il patrimonio sul quale fonda la sua attività, per rispondere  alla posta in gioco nelle aree protette e alle aspettative delle clientele europee.  

L’area protetta, con l’adesione alla Carta, sceglie di seguire uno sviluppo turistico compatibile  con i principi dello sviluppo sostenibile. Si impegna, in tal modo, a privilegiare la coerenza  delle azioni condotte sul suo territorio e ad operare nell’ottica del lungo periodo.  

Privilegia l’azione concertata e la ripartizione delle responsabilità per rafforzare l’efficacia  della propria missione a difesa dell’ambiente.  

I benefici della Carta per le aree protette 

La Carta permette all’area protetta firmataria: 

• di costruire una base per rafforzare i rapporti con le imprese turistiche locali e l’industria  turistica in generale;  

• di influenzare lo sviluppo del turismo sul proprio territorio;  

• di distinguersi a livello europeo come territorio speciale in materia di turismo sostenibile;  • di rafforzare la propria attività di sensibilizzazione dei visitatori anche tramite i media locali e  nazionali;  

• di lavorare con altre aree europee assegnatarie della Carta in una rete e scambiare  esperienze;  

• di eseguire valutazioni, sia interne sia esterne che apportino nuove idee e migliorie;  • di dare più forza alla credibilità dei propri compiti presso potenziali finanziatori.  

Fondamentalmente le aree protette che adempiono ai criteri della Carta beneficeranno dei  vantaggi socio-economici ed ambientali di un turismo ben gestito e sostenibile. 

Gli impegni per l’istituzione che gestisce l’area protetta  

1. Accettare e rispettare i principi dello sviluppo sostenibile enunciati nella presente  Carta, adeguandoli al contesto locale.  

2. Coinvolgere tutti gli operatori turistici locali nello sviluppo e nella gestione, sia quelli  all’interno che quelli esterni all’area protetta.  

Per assicurare uno sviluppo turistico sostenibile l’area protetta organizzerà riunioni di  consultazione pubblica e costituirà un forum permanente composto da tutti i protagonisti  coinvolti: l’autorità dell’area protetta, le amministrazioni comunali locali, le organizzazioni  ambientali e della comunità e i rappresentanti del settore turistico. I rapporti con le istituzioni  regionali e nazionali devono essere sviluppati e mantenuti.  

In questo modo, l’area protetta facilita un processo di cooperazione, permettendo alle  imprese turistiche locali e agli altri settori di lavorare insieme, incoraggiando una migliore  integrazione del turismo nella vita degli abitanti e migliorando la loro comprensione degli  obiettivi di sviluppo sostenibile.  

3. Definire una strategia a medio termine (5 anni) a favore di uno sviluppo turistico  sostenibile sul proprio territorio.  

Questa strategia ha il fine di migliorare la qualità dell’offerta turistica prendendo in  considerazione gli obiettivi di sviluppo sostenibile del territorio. Essa garantisce la migliore  integrazione del turismo nell’ambiente naturale, culturale, economico e sociale, come la  coerenza spaziale e temporale del suo sviluppo.  

La strategia si deve basare su consultazioni accurate e deve essere capita e approvata dalle  imprese locali. Deve contenere:  

• una definizione dell’area influenzata dalla strategia, che può estendersi oltre iI confine  dell’area protetta.  

• Una valutazione del patrimonio naturale storico e culturale, delle strutture turistiche e delle  circostanze socio-economiche, tenendo conto della capacità di carico, dei bisogni e delle  potenzialità.  

• Un’analisi dei visitatori attuali e dei mercati futuri possibili.  

• Obiettivi strategici per lo sviluppo e la gestione del turismo comprendenti:  – conservazione e valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio naturale e culturale;  – sviluppo socio-economico;  

– mantenimento e miglioramento della qualità della vita dei residenti;  

– gestione dei visitatori e valorizzazione della qualità dell’offerta turistica.  

• Un’indicazione dell’allocazione delle risorse e dell’individuazione dei partner per la messa in  opera della strategia, la suddivisione dei compiti e l’ordine delle priorità.  

• Proposte per il monitoraggio della strategia (metodi e indicatori). 

4. Articolare questa strategia in un programma di azioni  

Il programma illustra nel dettaglio le azioni già realizzate e quelle da realizzare per  raggiungere gli obiettivi fissati dalla strategia. Ha valenza per i cinque anni relativi alla  strategia e definisce l’impegno dei partner rispetto ai punti chiave della Carta.  

Ogni area protetta è diversa. Le priorità strategiche e i piani d’azione dovrebbero essere  definiti in sede locale, usando un metodo che preveda la partecipazione locale come  descritto sopra. Comunque la Carta richiede che si affrontino le seguenti tematiche  fondamentali.  

Protezione e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale  

Uno degli scopi fondamentali della strategia e del piano d’azione è quello di tutelare e  valorizzare il patrimonio naturale e culturale, per il turismo e attraverso il turismo, e di  proteggerlo dall’eccessivo sviluppo. Questo implica:  

Monitoraggio dell’impatto sulla flora e fauna e controllo del turismo in località sensibili  

In base al risultato del monitoraggio, misure specifiche saranno introdotte per assicurare che  lo sviluppo turistico rientri nella capacità di carico ambientale del territorio. Certe zone  possono essere chiuse al pubblico a causa della loro fragilità.  

Stimolare delle attività, compresa la fruizione turistica, che contribuiscano alla manutenzione  del patrimonio storico, culturale e delle tradizioni.  

Lo sviluppo turistico del territorio si fonderà sulla valorizzazione del patrimonio naturale,  culturale, storico. Si predisporranno misure, attrezzature, attività per favorire l’accesso del  pubblico e l’animazione a questo proposito.  

Protezione delle risorse naturali  

Si predisporranno sul territorio dei programmi per regolare e ridurre le attività ad impatto  negativo per le risorse idriche, l’aria ed il paesaggio, le attività che usano energie non  rinnovabili e creano inutilmente rifiuti e rumore. L’area protetta intraprenderà, in partenariato  con le collettività locali, programmi di contenimento dei consumi di acqua, energia e per l’uso  corretto del territorio.  

Contributo del turismo alla manutenzione del patrimonio  

Si definiranno dei sistemi che consentano allo sviluppo turistico di contribuire alla  conservazione, alla manutenzione e alla valorizzazione del patrimonio naturale, culturale,  storico. Si incoraggia la predisposizione di un programma di contribuzione volontaria che  coinvolga i visitatori, le imprese turistiche e gli altri partner in questo compito. 

Migliorare la qualità dell’esperienza turistica  

Un obiettivo fondamentale è quello di proporre un’esperienza di alta qualità a tutti i visitatori in  tutti gli aspetti della loro visita. L’area protetta intraprenderà, insieme ai suoi partner, un  programma per migliorare la qualità dell’offerta turistica. Ciò comporterà:  

La valutazione delle attese dei turisti e del grado di soddisfazione dei visitatori attuali e  potenziali  

Sviluppare una politica ispirata ai principi del marketing è egualmente necessario per  conoscere meglio le aspettative e le esigenze delle potenziali clientele dei visitatori, in  materia di qualità e ambiente; ciò per consentire un migliore adeguamento dell’offerta alla  domanda. I prodotti e le attività turistiche dovranno essere concepiti per mercati ben  determinati ed in funzione degli obiettivi di protezione. Inoltre, l’area protetta cercherà di  individuare nuove clientele sensibili alla qualità dell’ambiente.  

Andare incontro ai bisogni particolari di visitatori svantaggiati  

L’area protetta terrà conto di tipi di clientela spesso ignorati dall’offerta turistica, come ad  esempio i portatori di handicap, le persone malate o in convalescenza, i giovani, e la clientela  con un basso reddito. Si eviterà ogni forma di elitismo al momento dell’accoglienza dei  visitatori.  

Sostenere iniziative per il controllo e il miglioramento della qualità delle strutture e dei servizi  

L’area protetta mirerà alla qualità in tutti i campi: le strutture ricettive, le attrezzature e  gli impianti turistici, tutte le prestazioni, i prodotti turistici, la promozione, la  commercializzazione, senza dimenticare l’assistenza post-vendita. L’area protetta ambirà  all’eccellenza per le proprie strutture e servizi. Darà supporto a iniziative atte a migliorare la  qualità dei servizi da parte dei suoi partner.  

Sensibilizzazione del pubblico  

L’area protetta cercherà di comunicare con efficacia ai visitatori le particolari qualità del  territorio. Questo si otterrà con:  

Una promozione basata su immagini autentiche, sensibile alla variabilità dei bisogni e delle  capacità secondo i tempi e i luoghi  

Le attività di promozione e di vendita dell’area protetta permetteranno anche di sensibilizzare  i visitatori ai reali valori del territorio, così come ai principi dello sviluppo turistico sostenibile.  Queste attività dovranno contribuire alla gestione dei visitatori nel tempo e nello spazio.  

La disponibilità di materiale informativo di qualità all’interno e all’esterno dell’area  

Si proporrà un’informazione di qualità e di facile accesso per i visitatori e gli abitanti del  territorio, in particolare sull’offerta turistica, sull’eccezionale ricchezza e la sensibilità degli 

ambienti naturali. Il pubblico sarà anche tenuto informato sugli obiettivi della conservazione  del patrimonio e dello sviluppo sostenibile.  

Infine, l’area protetta si accerterà che gli operatori turistici siano regolarmente forniti di  materiale informativo per i loro clienti (opuscoli, carte, ecc.)  

Le strutture e i servizi per l’interpretazione del patrimonio e dell’ambiente per i visitatori e gli  abitanti  

Educazione all’ambiente e interpretazione del patrimonio costituiranno una priorità nella  politica turistica del territorio. In questo contesto, alcune attività e attrezzature sul  patrimonio e l’ambiente saranno proposte ai visitatori, agli abitanti del territorio e in  particolare ai giovani visitatori e al pubblico delle scuole. L’area protetta assisterà anche gli  operatori turistici nell’elaborare, per le loro attività, un contenuto educativo.  

Creazione di un’offerta turistica specifica  

L’area protetta promuoverà la creazione di prodotti e di attività turistiche che favoriscano la  scoperta e l’interpretazione del patrimonio. Tramite:  

La predisposizione e l’assistenza alle attività, manifestazioni e pacchetti sul tema  dell’interpretazione della natura e del patrimonio.  

Formazione dei protagonisti  

La formazione costituirà uno strumento fondamentale per l’attuazione della strategia di  sviluppo turistico sostenibile sul territorio. Lo scopo è di aumentare la conoscenza dell’area  protetta e dei temi della sostenibilità presso tutti gli operatori del settore. A questo scopo:  

Si predisporranno dei programmi di formazione per i tecnici dell’area protetta, per altre  organizzazioni e imprese turistiche.  

Il piano d’azione comprenderà programmi di formazione mirati alle esigenze dei vari settori,  con particolare attenzione all’organizzazione di seminari per gli operatori turistici  sulla conoscenza del patrimonio locale. Questi seminari saranno concepiti sulla base  dell’analisi dei bisogni del territorio riguardo alla formazione.  

Protezione e miglioramento della qualità della vita degli abitanti  

L’intento della strategia turistica è di migliorare piuttosto che pregiudicare la qualità della vita  degli abitanti. A questo scopo:  

Coinvolgimento delle comunità locali nella pianificazione del turismo nell’area  

L’area protetta lavorerà in sintonia con le comunità locali per lo sviluppo e l’implementazione  della strategia e del piano d’azione. 

Garantire una buona comunicazione tra area protetta, abitanti e visitatori  

L’area protetta curerà la promozione degli scambi tra residenti e visitatori. Si informeranno le  comunità locali e le imprese delle attività e delle manifestazioni pubbliche organizzate  nell’area protetta.  

Riconoscere e cercare di ridurre eventuali conflitti che possono sorgere  Sviluppo economico e sociale  

L’area protetta cercherà di aumentare i benefici del turismo per l’economia locale,  incoraggiando iniziative indirizzate a vari settori economici. Comprese:  

Promozione dell’acquisto di prodotti locali da parte dei turisti e di imprese turistiche locali  

Si promuoveranno cibo e artigianato locale insieme ai servizi offerti.  

Si intraprenderanno iniziative per aumentare il profilo e per facilitare la distribuzione dei  prodotti tipici locali.  

Sviluppo di nuove forme di occupazione  

L’area protetta si impegnerà a promuovere nuove forme d’occupazione nel settore turistico.  Favorirà la pluri-attività e l’integrazione sociale attraverso l’assunzione e la formazione  principalmente di donne, di persone in difficoltà economiche, così come di portatori di  handicap.  

Controllo dell’affluenza e della tipologia turistica  

Il flusso di visitatori sarà monitorato e regolato per ridurre gli effetti negativi sull’ambiente,  sul paesaggio e sul patrimonio dell’area. Comprenderà:  

Conoscenza del flusso di visitatori  

Si predisporranno alcune misure di analisi e di controllo regolare del flusso di visitatori nel  tempo e nello spazio, allo scopo di adattare i metodi di gestione del flusso stesso. I dati  raccolti dagli operatori locali saranno inclusi nelle analisi.  

Canalizzazione del flusso di visitatori  

L’insediamento di attrezzature turistiche, l’organizzazione degli itinerari di scoperta del  territorio, l’informazione dei visitatori contribuiranno alla canalizzazione del flusso turistico,  per garantire la protezione dell’ambiente naturale, culturale e sociale e un’esperienza di  qualità per i visitatori stessi. Queste misure consentiranno, allo stesso tempo, di accrescere  l’impatto economico dell’attività turistica sul territorio, attenuando gli inconvenienti della  “bassa” stagione. 

Promozione dell’uso di mezzi pubblici, bicicletta e percorsi a piedi al posto delle auto private  

Si realizzeranno attività di promozione per incoraggiare l’utilizzo di trasporti collettivi, sia per  l’accesso all’area protetta, sia per gli spostamenti entro i suoi confini. Ridurre la circolazione  di veicoli individuali costituirà una priorità, così come promuovere l’uso di biciclette e gli  spostamenti a piedi.  

Gestione e integrazione delle attrezzature turistiche  

Il ripristino del patrimonio edile preesistente sarà preferito alla realizzazione di nuove  costruzioni. D’altro canto, si stabiliranno delle norme per garantire strutture ricettive  appropriate, essendo prioritario l’utilizzo di materiali locali, così come il rispetto dei vincoli  architettonici.  

5. Ratifica del progetto  

Le aree protette che adempiono ai criteri enunciati nei punti 1-4 di cui sopra, sono invitate a  fare domanda di riconoscimento alla federazione EUROPARC, come membri della Carta  Europea o “Parco assegnatario della Carta”. I dettagli sulle procedure per la domanda e sulla  verifica sono disponibili presso la federazione EUROPARC. La Commissione Europea di  Valutazione verificherà l’impegno dell’area protetta rispetto al processo di sviluppo di turismo  sostenibile, la sua collaborazione con i partner locali, la qualità della sua strategia e del suo  piano d’azione. Il processo di valutazione comprende la visita di verifica da parte di un  esperto di turismo sostenibile indipendente incaricato da EUROPARC.  La strategia e il piano d’azione devono soddisfare le condizioni stabilite dalla Carta e i bisogni  locali sorti in seguito all’analisi.  

Dopo una verifica con esito positivo viene rilasciato un certificato, firmato sia dall’autorità  responsabile per la gestione dell’area protetta sia dalla Federazione EUROPARC.  Con la firma l’area protetta riafferma il suo impegno ad una cooperazione duratura con i  partner locali, ad implementare la strategia concordata e il piano d’azione, e a continuare a  ricercare l’eccellenza nella gestione del turismo nel suo territorio.  

6. Valutazione dei risultati della strategia  

L’area protetta conseguirà il monitoraggio e la valutazione dei risultati della strategia. Dopo  cinque anni consegnerà un rapporto dettagliato a riguardo alla Commissione Europea di  Valutazione. Parte del processo del rinnovo dell’appartenenza alla Carta (vedere sotto),  richiede la visita di un esperto di turismo sostenibile, per la valutazione dei risultati ottenuti e  gli sforzi effettuati per raggiungere gli obiettivi prefissati.  

7. Rinnovo dell’impegno alla Carta  

Il processo di rinnovo dell’impegno alla Carta richiede la redazione di una nuova strategia per  cinque anni e di un nuovo piano d’azione. Il rinnovo da parte della federazione EUROPARC  sarà conseguente alla verifica di un progresso adeguato nei cinque anni precedenti. 

SEZIONE II  

IL TURISMO SOSTENIBILE  

PER LE IMPRESE TURISTICHE SITUATE NELLE AREE PROTETTE  

I consumatori europei sono sempre più esigenti in tema di qualità dell’ambiente e di  autenticità. Queste aspettative diventano ancora più forti riguardo al turismo nelle aree  protette.  

Per soddisfare questa domanda delle clientele, gli operatori turistici valutano oggi  l’importanza di poter offrire loro un patrimonio naturale e culturale preservato, quale quello  dei parchi, come pure di garantire un atteggiamento autentico e disponibile da parte dei loro  abitanti.  

Aderendo alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette, il responsabile  dell’impresa si impegna a lavorare in stretto partenariato con l’istituzione che gestisce l’area  protetta e a mettere in atto tutto quanto necessario per ridurre l’impatto della propria attività  sull’ambiente naturale. Sceglie altresì di svolgere la propria attività in modo tale che essa  contribuisca per il meglio allo sviluppo economico e sociale del territorio come pure al  miglioramento del contesto di vita.  

I benefici della Carta per l’impresa turistica  

La Carta permette all’impresa firmataria:  

• di distinguersi a livello europeo;  

• di sviluppare nuove opportunità commerciali attraverso:  

– la focalizzazione di una nuova clientela, attratta dalle aree protette;  

– una nuova offerta imperniata sulla scoperta dell’ambiente;  

– la creazione di un’offerta fuori-stagione;  

– la predisposizione di un partenariato commerciale con gli altri protagonisti economici della  regione;  

– una buona conoscenza dell’affluenza e della tipologia turistica nell’area protetta e delle  aspettative della clientela attuale o futura. (Questo riunendo e valutando i dati statistici);  • di rafforzare la qualità della propria offerta turistica attraverso:  

– una migliore organizzazione del turismo sull’intero territorio;  

– un’informazione di qualità sull’area protetta;  

• di razionalizzare le proprie spese attraverso:  

– una gestione migliore dei consumi d’acqua, di energia e di spazi e l’acquisto di prodotti e di  servizi da aree di prossimità;  

– alcuni strumenti e consigli per l’adozione di tecniche di gestione ambientale.  L’impegno per il responsabile dell’impresa turistica  

1. Accettare e rispettare i principi dello sviluppo sostenibile enunciati nella presente  Carta, adeguandoli alla propria attività.

2. Definire una strategia a medio termine (3 anni) in stretto partenariato con  l’istituzione che gestisce l’area protetta per contribuire a uno sviluppo turistico  sostenibile sul territorio.  

L’impresa elaborerà una diagnosi delle proprie attività nell’area protetta, in modo da  poter definire o rivedere la propria strategia. Quest’ultima dovrà essere coerente con gli  obiettivi dell’area protetta. Questa strategia valorizza l’impegno dell’impresa a contribuire al  rispetto dell’ambiente, allo sviluppo economico e sociale del territorio, alla protezione della  qualità della vita, alla soddisfazione dei visitatori.  

Allo scopo di favorire l’attuazione dello sviluppo turistico sostenibile, l’impresa turistica  rafforzerà la sua collaborazione con gli altri protagonisti locali (i rappresentanti di altri settori  economici, le autorità locali, così come gli abitanti). L’impresa si associerà in particolare con  le altre imprese turistiche che aderiscono alla Carta, per attuare delle operazioni di  promozione comune o per rendere agevole l’accesso all’informazione da parte dei clienti.  

Questa strategia costituirà una forma di promozione della propria offerta.  3. Articolare questa strategia in un programma di azioni  

Il programma di azioni relativo all’impresa firmataria illustrerà nel dettaglio le misure  predisposte o da realizzare sulle seguenti tematiche fondamentali:  

Difesa e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale  

Rispetto delle capacità di accoglienza  

Le attività turistiche proposte dall’impresa dovranno essere compatibili con gli obiettivi di  conservazione dell’area protetta. Per far ciò, essa dovrà garantire che l’impatto di tali attività  sull’ambiente sia ridotto. Dovrà tener conto delle norme e delle prescrizioni specifiche  dell’area protetta e ricorrere al parere dei suoi tecnici per realizzare nuove attività.  

Valorizzazione del patrimonio  

L’impresa turistica parteciperà, per quanto possibile, alla valorizzazione del patrimonio  naturale, culturale, storico, nell’ambiente immediatamente circostante le strutture ricettive o i  siti su cui essa fonda la propria attività. Le attività dell’impresa, peraltro, si baseranno sulla  scoperta e la comprensione di questo patrimonio.  

Protezione delle risorse naturali  

Sarà predisposto da parte dell’impresa un programma di gestione dei consumi d’acqua, di  energia e di spazi, allo scopo di ridurre i costi e preservare le risorse naturali. L’impresa  privilegerà l’acquisto di prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente, per composizione e  condizione (prodotti biodegradabili, riutilizzabili, riciclabili o riciclati). Sarà previsto un  programma di raccolta differenziata e di trasformazione dei rifiuti, in partenariato con l’area  protetta. L’impresa turistica dovrà anche fare in modo che le strutture ricettive siano  opportunamente attrezzate d’impianti che consentano la depurazione delle acque. 

Infine, allo scopo di ridurre i rischi di inquinamento atmosferico, il responsabile dell’impresa  si assicurerà del corretto funzionamento degli impianti di condizionamento o di  climatizzazione installati nelle strutture ricettive.  

Contributo dell’impresa turistica alla manutenzione del patrimonio  

L’impresa dovrà contribuire alla manutenzione dei siti naturali nell’ambiente circostante le  strutture ricettive o dei siti in cui essa fonda la propria attività. Essa si impegna, in particolare,  a preservare le ricchezze naturali presenti sulla sua proprietà e a seguire i consigli dell’area  protetta circa la protezione della fauna e della flora. Essa assisterà, inoltre, i servizi tecnici  dell’area protetta, nel loro compito di controllo costante dell’ambiente naturale, segnalando  ogni cambiamento notato dal personale o dai clienti. Essa potrà anche incoraggiare i propri  clienti a partecipare alle attività di volontariato organizzate dall’area protetta.  

Miglioramento della qualità dell’offerta turistica  

L’impresa turistica, per soddisfare le aspettative delle clientele europee, procederà verso il  miglioramento della qualità della propria offerta. I principi del marketing animeranno  necessariamente un tale percorso.  

Conoscenza delle clientele  

L’impresa condurrà una politica ispirata ai principi del marketing per conoscere meglio le  aspettative e le esigenze delle clientele attuali e di quelle potenziali e adeguare la propria  offerta a questa domanda. Agirà in collaborazione con l’area protetta per lo studio delle  clientele della destinazione. I prodotti e le attività turistiche dell’impresa dovranno essere  concepite per mercati ben determinati ed in funzione degli obiettivi di protezione dell’ambiente.  

Obiettivo qualità  

L’impresa si impegna ad accrescere il livello di qualità in tutti i settori della propria attività: le  strutture ricettive, i servizi, le attrezzature e gli impianti, i prodotti, la promozione, la  commercializzazione, senza dimenticare l’assistenza post-vendita.  

Ricerca di nuove clientele  

L’impresa turistica cercherà nuove clientele sensibili alla qualità dell’ambiente. Essa si  sforzerà di prendere in considerazione tipi di clientela spesso ignorati dall’offerta turistica,  come ad esempio i portatori di handicap, le persone malate o in convalescenza, i giovani, e la  clientela con un basso reddito. Si eviterà ogni forma di elitismo nella selezione della clientela.  

Sensibilizzazione del pubblico  

Educazione e interpretazione del patrimonio  

L’impresa turistica darà a tutte le proprie attività un contenuto pedagogico, che avrà lo scopo 

di far comprendere e apprezzare il patrimonio naturale e culturale locale, di spiegare il  comportamento da assumere e di spingere i clienti a modificare le loro abitudini nel rispetto  dell’ambiente. Questo contenuto sarà elaborato con l’aiuto dell’autorità che gestisce l’area protetta.  

Informazione dei visitatori  

Sarà disponibile per i clienti, in un luogo di facile accesso, materiale informativo di qualità  sull’area protetta (carte topografiche, guide turistiche, ecc.). I clienti saranno informati  anche sugli obiettivi della conservazione del patrimonio e dello sviluppo sostenibile.  

Marketing e promozione responsabile  

Le attività di promozione e di vendita dell’impresa turistica permetteranno di sensibilizzare i  visitatori ai reali valori dell’area protetta. Tutti i documenti di promozione e di comunicazione  dovranno dare rilievo in modo particolare alla fragilità del territorio. Dovranno, peraltro,  segnalare l’adesione dell’impresa alla presente Carta.  

Creazione di un’offerta turistica specifica  

L’impresa turistica promuoverà un’offerta turistica specifica “delle aree protette”.  Quest’ultima sarà orientata verso la scoperta e l’apprezzamento del patrimonio naturale e  culturale, la presa di coscienza nei confronti dell’ambiente e la comprensione del ruolo  dell’area protetta.  

Formazione del personale  

La formazione del personale costituirà uno strumento fondamentale per la realizzazione degli  impegni assunti dall’impresa. Il responsabile dell’impresa si impegna a partecipare  personalmente o a far partecipare il personale ai seminari sul patrimonio locale organizzati  dall’area protetta. Ciò contribuirà a migliorare la qualità dell’informazione per i clienti.  Peraltro, il personale sarà sensibilizzato alle misure di risparmio delle risorse idriche ed  energetiche. Sarà anche consigliato nella selezione di prodotti preferibilmente riciclabili o il  cui processo di produzione e di imballaggio sia attuato nel rispetto dell’ambiente.  

Protezione e miglioramento della qualità di vita degli abitanti  

Allo scopo di assicurare un’accoglienza calorosa dei propri clienti sul territorio, l’impresa si  impegna a svolgere la propria attività nel massimo rispetto della qualità della vita degli  abitanti. Essa sensibilizzerà i propri clienti su questo argomento. Infine, parteciperà, per  quanto possibile, alle attività e agli avvenimenti della vita locale.  

Sviluppo economico e sociale  

Sostegno all’economia locale  

La politica di acquisto dell’impresa sarà ispirata al principio della preferenza per i prodotti e i  servizi locali, nel quadro di un rapporto qualità/prezzo accettato dalle parti. Questa etica 

commerciale contribuirà con più forza a soddisfare le aspettative e le esigenze dei visitatori.  Essa avrà lo scopo di promuovere i prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente (prodotti  dell’agricoltura biologica, attività tradizionali che non compromettono la qualità dei paesaggi).  L’impresa turistica si impegnerà, peraltro, a rispettare i ritmi produttivi e stagionali, contribuendo  così a dare maggior valore alla propria offerta presso i clienti. L’impresa si impegnerà anche ad  assumere, con priorità, la manodopera locale. Il personale di origine locale è in grado di informare  meglio i visitatori e condividere con loro la propria conoscenza del patrimonio dell’area.  

Sviluppo di nuove forme d’occupazione  

L’impresa turistica favorirà l’integrazione sociale, per quanto possibile, attraverso l’assunzione di  persone in difficoltà, l’aiuto per il primo impiego dei giovani e la pari opportunità d’impiego per  uomini e donne.  

Controllo dell’affluenza e della tipologia turistica  

Conoscenza del flusso di visitatori  

L’impresa parteciperà alle attività di analisi e di controllo costante del flusso di visitatori nel tempo e  nello spazio, condotte dall’area protetta. Essa parteciperà, in particolare, alla realizzazione di  “barometri” dell’attività turistica sul territorio, un’attività che le consentirà, tra l’altro, di misurare  l’impatto dei propri sforzi di comunicazione e di promozione.  

Canalizzazione del flusso di visitatori  

L’impresa turistica si sforzerà di orientare i visitatori verso i siti meno sensibili del territorio. Indicherà  gli itinerari e i sentieri turistici, favorendo una ripartizione più razionale dei visitatori nello spazio.  Incoraggerà i clienti a visitare l’area anche nei periodi di scarso afflusso, aderendo così agli sforzi di  promozione dell’area protetta.  

Controllo dei trasporti  

I clienti saranno incoraggiati ad utilizzare al massimo i trasporti collettivi o a scoprire l’area  protetta in bicicletta o a piedi o mediante altri mezzi non inquinanti.  

Questa politica riguarderà sia l’accesso alla struttura turistica, sia gli spostamenti nell’area protetta.  Gestione e integrazione delle attrezzature turistiche  

Durante i lavori di ampliamento, di rinnovo o di sistemazione degli edifici, l’impresa turistica si  assicurerà del rispetto delle volumetrie, dello stile architettonico locale, dei materiali e dell’integrazione  con l’ambiente. Per le nuove attrezzature, si privilegierà la ristrutturazione del patrimonio edificato  rispetto alla realizzazione di nuove costruzioni. In ogni caso, la sistemazione e la costruzione di  nuove attrezzature dovrebbero essere il risultato di un dialogo con l’autorità responsabile dell’area.  

4. Ratifica della strategia e piano d’azione, valutazione dei risultati e rinnovo  dell’impegno alla Carta  

Un sistema pratico sarà sviluppato per valutare l’adesione delle imprese locali alla Carta, in  base ai criteri di cui sopra, e in base ai risultati dei vari progetti pilota.

SEZIONE III 

IL TURISMO SOSTENIBILE  

PER GLI ORGANIZZATORI DI VIAGGI VERSO E NELLE AREE PROTETTE  

Sono sempre più numerosi gli organizzatori di viaggi che propongono degli itinerari di  scoperta delle aree protette, confermando così la loro volontà di promuovere una nuova  tipologia di viaggi e di scoperta degli ambienti naturali, della fauna e della flora.  

Questi viaggi, espressamente limitati a gruppi di 12-15 persone, mirano in particolare a  realizzare incontri di qualità con gli abitanti dei luoghi visitati. Sono il risultato degli sforzi di  uomini e donne appassionati della natura, animati dal desiderio di farla scoprire e di  comunicare le proprie conoscenze sul mondo delle aree protette.  

Aderendo a questa Carta, il responsabile dell’impresa che organizza i viaggi si  impegna a adottare una nuova etica del turismo, contribuendo così allo sviluppo turistico  sostenibile dei territori, che egli propone nei propri programmi. La sua attività mirerà a  soddisfare nel modo migliore le richieste dei clienti, per i quali il rispetto dell’ambiente e delle  culture, così come la riduzione dell’impatto delle loro attività sull’ambiente stesso,  rappresentano una preoccupazione crescente.  

I vantaggi per gli organizzatori di viaggi  

La Carta permette all’impresa che organizza viaggi:  

• di distinguersi a livello europeo;  

• di sviluppare nuove opportunità commerciali attraverso:  

– la focalizzazione di clientele molto sensibili al rispetto per l’ambiente;  – un’offerta che risponda alle aspettative delle nuove clientele europee;  – un partenariato con gli organizzatori di viaggi di altri paesi d’Europa che crea turismo in  bassa stagione;  

• di rafforzare la qualità della propria offerta attraverso:  

– una migliore organizzazione dell’accoglienza nelle aree protette, che essa inserisce nei  propri programmi;  

– l’intervento di protagonisti locali, nel corso dei viaggi da essa organizzati;  – il sostegno da parte dell’area protetta nell’elaborazione dei suoi prodotti (identificazione dei  siti, disponibilità del personale dell’area protetta, aiuti nell’identificare le personalità locali  disposte a intervenire durante i soggiorni…);  

• di migliorare la soddisfazione dei visitatori attraverso:  

– il proprio impegno formale a favore dello sviluppo turistico sostenibile delle aree protette;  – la scelta di gruppi non numerosi e di personale professionale che accompagni i gruppi  stessi.  

L’impegno per l’organizzatore di viaggi  

1. Accettare e rispettare i principi dello sviluppo sostenibile enunciati nella presente  Carta, adeguandoli alla propria attività. 

2. Definire una strategia (1 anno) in stretto partenariato con l’istituzione che gestisce  l’area protetta.  

Questa strategia rende concreto l’impegno dell’organizzatore di viaggi, nei confronti del  territorio, in tema di:  

• rispetto dell’ambiente.  

• Sostegno allo sviluppo economico e sociale.  

• Protezione della qualità della vita.  

• Soddisfazione della clientela.  

Questa strategia fissa inoltre gli obiettivi principali che l’impresa deve raggiungere.  

Per contribuire allo sviluppo turistico sostenibile del territorio, l’impresa rafforzerà la sua  collaborazione con gli operatori turistici locali (responsabili di hotel, agenti locali per il  turismo, ristoratori, artigiani, personalità locali disponibili a intervenire nel corso dei  soggiorni organizzati).  

L’impresa si impegnerà anche nella vita del territorio, partecipando, per quanto possibile, alle  riunioni organizzate dall’area protetta e apportando nuove idee per predisporre e controllare  la strategia dello sviluppo turistico sostenibile.  

3. Articolare questa strategia in un programma di azioni  

Questo programma di azioni illustra nel dettaglio le attività realizzate o da realizzare per  raggiungere gli obiettivi fissati dalla strategia.  

Stabilisce gli impegni dell’impresa riguardo alle seguenti tematiche fondamentali:  Protezione e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale  

Rispetto della capacità di carico dell’area protetta  

Le attività proposte dall’impresa dovranno essere compatibili con gli obiettivi di  conservazione dell’area protetta. Per far ciò, essa dovrà garantire che l’impatto di tali attività  sull’ambiente sia ridotto. Dovrà tener conto dei regolamenti e delle prescrizioni specifiche  dell’area protetta e ricorrere al parere dei suoi tecnici per realizzare nuove attività.  

Valorizzazione del patrimonio  

L’impresa parteciperà, per quanto possibile, alla valorizzazione del patrimonio naturale,  culturale, storico. Le sue attività saranno basate in particolare sulla scoperta e la  comprensione di questo patrimonio.  

Protezione delle risorse naturali  

L’organizzatore di viaggi privilegierà, nella programmazione della propria attività, gli  operatori turistici locali che agiscono nel rispetto dell’ambiente e che hanno adottato una 

gestione a difesa dell’ambiente per ciò che concerne sia le risorse idriche, energetiche e  di spazio, sia il trattamento dei rifiuti.  

L’impresa avrà cura di ridurre l’impatto delle proprie attività sulle risorse naturali.  Contributo dell’impresa alla manutenzione del patrimonio  

L’impresa assisterà l’area protetta nel suo compito di difesa e di controllo degli ambienti  naturali, comunicando ogni cambiamento segnalato dai clienti o dalle proprie guide  accompagnatrici. Essa predisporrà, inoltre, un programma di reinvestimento del capitale,  destinando una percentuale del prezzo dei viaggi alla conservazione e alla manutenzione del  patrimonio e informando di ciò i propri clienti.  

Miglioramento della qualità dell’offerta  

L’impresa che organizza viaggi, per soddisfare le aspettative delle clientele europee,  assisterà l’area protetta nel suo obiettivo di accrescere la qualità della propria offerta,  fornendo consigli e raccomandazioni. L’impresa seguirà lo stesso obiettivo in relazione alla  propria offerta.  

Conoscenza delle clientele  

Per garantire una migliore soddisfazione dei propri clienti, l’impresa trasmetterà regolarmente  all’istituzione che gestisce l’area protetta tutte le informazioni sulle loro aspettative e sui loro  bisogni. Questo consentirà alla destinazione di adeguare la propria offerta alla domanda.  

Obiettivo qualità  

L’offerta stessa dell’impresa dovrà fondarsi sull’obiettivo della qualità: nelle strutture ricettive,  nelle prestazioni, attrezzature e impianti prescelti, nella promozione, nella  commercializzazione, così come nell’assistenza post-vendita. Una selezione attenta degli  operatori turistici locali consentirà all’impresa di raggiungere questo obiettivo.  

Ricerca di nuove clientele  

L’impresa cercherà nuove clientele sensibili alla qualità dell’ambiente. Essa si sforzerà di  tenere conto di tipi di clientela spesso ignorati dall’offerta turistica, come ad esempio i  portatori di handicap, le persone malate o in convalescenza, i giovani, e la clientela con un  basso reddito. Si eviterà ogni forma di elitismo nella selezione della clientela.  

Sensibilizzazione dei visitatori  

Educazione e interpretazione dell’ambiente  

L’impresa orienterà l’insieme dei propri circuiti e soggiorni nell’area protetta verso la  sensibilizzazione e l’educazione dei visitatori all’ambiente. Essa cercherà di far evolvere  l’atteggiamento dei propri clienti nei confronti della natura e di far conoscere meglio i luoghi  visitati. 

Informazione dei visitatori  

Per quanto possibile, l’impresa organizzerà degli incontri di preparazione al viaggio. A questo  aggiungerà anche una completa informazione sull’area protetta nei carnet di viaggio. Questo  avrà lo scopo di sensibilizzare i clienti al patrimonio naturale e culturale e alle tradizioni locali  

che andranno a scoprire. Peraltro, un’informazione di qualità sarà fornita anche durante il  soggiorno dall’accompagnatore e dalle diverse persone che interverranno.  

I clienti saranno particolarmente informati sui comportamenti da adottare relativamente  all’acquisto di souvenir e al rispetto della fauna, della flora e del contesto di vita.  

Saranno anche informati sugli obiettivi della conservazione del patrimonio e dello sviluppo  sostenibile.  

Marketing e promozione responsabile  

Le attività di promozione e di vendita dell’impresa permetteranno di sensibilizzare i visitatori  ai reali valori dell’area protetta. Ciò significherà anche fornire un’informazione responsabile  sulla fauna che i visitatori andranno ad osservare. (Non garantire, ad esempio, la possibilità di  osservare gli animali, bensì proporre la scoperta del loro ambiente di vita).  

Tutti i documenti di promozione dovranno dare rilievo in modo particolare alla fragilità dei  territori visitati. I cataloghi di viaggi e gli altri documenti di vendita potranno contenere delle  raccomandazioni ai futuri visitatori delle aree protette. Infine, l’adesione dell’impresa alla  presente Carta potrà essere segnalata solo sui prodotti oggetto di un contratto con l’area  protetta e con la Commissione Europea di Valutazione.  

Creazione di un’offerta turistica specifica  

L’offerta di viaggi promossa dall’impresa dovrà favorire prioritariamente la scoperta e  l’apprezzamento del patrimonio naturale e culturale, la presa di coscienza dell’ambiente e la  comprensione del ruolo dell’area protetta.  

A questo scopo, l’impresa organizzerà l’intervento di animatori naturalisti nei propri circuiti e  presenterà l’ambiente secondo un approccio sistemico, verso una comprensione del sistema  ambientale o del habitat nel suo complesso. Gli animatori dovranno possedere un’ottima  conoscenza degli ambienti e dei siti oggetto delle visite. 

Formazione del personale  

La formazione costituirà uno strumento fondamentale per la realizzazione degli impegni  assunti dall’impresa. Il personale dell’impresa, i lavoratori a forfait e i suoi accompagnatori  verranno sensibilizzati all’obiettivo dello sviluppo turistico sostenibile. Essi saranno tenuti ad  aggiornare le proprie conoscenze sul patrimonio naturale e culturale dei territori visitati. Ciò  contribuirà a migliorare l’informazione e la soddisfazione della clientela. 

Protezione e miglioramento della qualità di vita degli abitanti dell’area protetta  

Allo scopo di garantire una rapporto di qualità fra clienti ed abitanti, l’impresa si sforzerà, in  ogni momento, di preservare e anche di migliorare la qualità di vita di questi ultimi. A questo  titolo, verrà data priorità al rispetto del contesto di vita e dei costumi locali.  Per raggiungere questo scopo, si stabilirà espressamente che la dimensione dei gruppi non  deve superare le 12-15 persone. Saranno anche fornite raccomandazioni sul comportamento  da assumere per non urtare la sensibilità degli abitanti. Gli accompagnatori, in particolare,  avranno la responsabilità di curare questo aspetto.  

Infine, l’impresa si inserirà nella vita locale, partecipando in particolare alla promozione di  manifestazioni culturali organizzate dagli abitanti dell’area protetta.  

Sviluppo economico e sociale  

Sostegno all’economia locale  

Per sostenere l’economia locale, l’impresa promuoverà uno sviluppo turistico che costituisca  il risultato dell’iniziativa locale. A questo scopo, promuoverà principalmente l’intervento di  operatori turistici locali nei viaggi da essa organizzati, a livello sia di accompagnamento,  alloggio, ristorazione, sia di approvvigionamento.  

Sviluppo di nuove forme di occupazione  

L’impresa favorirà l’integrazione sociale, per quanto possibile, attraverso l’assunzione di  persone in difficoltà del luogo e dei giovani e la pari opportunità d’impiego per uomini e  donne.  

Controllo dell’affluenza e della tipologia turistica  

Conoscenza del flusso di visitatori  

L’impresa contribuirà al controllo regolare e alla conoscenza del flusso di visitatori, fornendo  con regolarità, all’area protetta, le informazioni sugli itinerari che propone e sui periodi per i  quali programma le visite.  

Canalizzazione del flusso di visitatori  

L’impresa si sforzerà di orientare i propri clienti verso i siti meno sensibili del territorio.  Incoraggerà, inoltre, la scoperta dell’area protetta anche nei periodi di scarsa affluenza  turistica, aderendo in tal modo agli sforzi di promozione dell’area stessa.  

Controllo dei trasporti  

Gli spostamenti all’interno e verso l’area protetta dovranno essere effettuati principalmente  mediante i trasporti collettivi, a piedi o in bicicletta.  

A questo scopo, l’impresa indicherà ai clienti i trasporti collettivi esistenti per raggiungere i siti  di destinazione. Si sforzerà anche di organizzare gli appuntamenti dalle stazioni o  genericamente dai punti di arrivo di tali mezzi di trasporto. 

Peraltro, l’attività ricreativa con mezzi motorizzati è esclusa dai prodotti (veicoli per il tempo  libero, 4×4, ecc.).  

Gestione e integrazione delle attrezzature turistiche  

Allo scopo di sostenere gli sforzi miranti alla valorizzazione dell’architettura locale condotti  dal territorio, l’impresa privilegierà gli alloggi caratteristici, ben integrati con il paesaggio.  

4. Ratifica dell’impegno del tour operator, valutazione e rinnovo dell’impegno alla Carta  

Si svilupperanno procedure per la ratifica dell’impegno dell’impresa nei confronti della Carta  in base alle richieste specificate sopra. 

VISITE GUIDATE

GRUPPI ORGANIZZATI TUTTI I GIORNI SU PRENOTAZIONE al 3478489578

Alla scoperta di storia e natura dell’Isola

Itinerario: Castello, Chiesa di San Giuliano, Lecceta di San Leonardo, Resti della Chiesa di Santa Maria della Cerqua.

Durata ore 1:00′

Ridotto: 6-14 anni e portatori di handicap

Prenotazione obbligatoria tramite mail info@plestina.it o messaggio whatsapp al 3478489578

Partenza dal Centro Visite di Isola Polvese

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